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Progressi little Princess




Care amiche e cari amici, vi avevo già parlato della mia little Princess, nel post quel gran genio del mio ex marito.

Nelle settimane scorse mi ha dato un'altra grande soddisfazione, a scuola.
La maestra di ed.motoria=ex ed.fisica= ex ginnastica ha chiesto ai bambini quale sport avrebbero voluto praticare a scuola (erano previste 3 o 4 lezioni di qualche sport, a scelta). Le bimbe optavano per danza, pallavolo, ginnastica ritmica....i bimbi puntavano sul solito calcio (originalissimi fin dalla nascita...).
La mia little Princess cosa propone? Rugby.
Applausiiiiiiiiiii.
Dopo un nanosecondo tutti i maschi hanno urlato in coro: siiiiiiii (traviabili dalle donne fin dalla nascita...). Maggioranza assoluta raggiunta in 1.36 secondi netti.
Eheheheheheh, la little Princess ha indubbie doti di leadership (del resto è una che da grande vuol fare la presidente USA, perché essendo nata là ha TUTTO IL DIRITTO  di candidarsi, ed è ormai tempo che ci sia una donna a guidare la nazione... e che palle i Sumeri che mandavano a scuola solo i figli maschi -paroline sue-. Le mie sono state di chiarimento:" I Sumeri mandavano a scuola solo i figli maschi per cercare, invano, un recupero sulle loro inferiori capacità mentali". Spiegazione accolta favorevolmente).

Ieri è scattato il D-day: prima lezione di minirugby in palestra.
"Com'è andata a rugby oggi?" chiedo io all'uscita di scuola.
"Benissimo. Sono stata in tre mischie, ho fatto 2 mete e il mister dice che sono bravissima nel placcaggio".
I love you, little crazy Princess.

Guanti gioiello

E chi l’ha detto che i guanti di gomma non sono fashion?
Non di certo noi, che infatti li abbiamo messi anche sulla copertina del ns libro e su facebook!
Poi fai una cosa buona e giusta e subito arriva una cinese a copiartela...

La coreana Min-Ji Cho ha creato una collezione di gioielli fatta di materiali nobili come le perle e l’argento, abbinati alla gomma dei guanti che si usano per pulire. Voi che ne pensate? Indossereste mai questi gioielli?

Il sito ufficiale: Min-Ji Cho 





La casetta dei libri


Tramite il sito Parola di mamma sono venuta a conoscenza di questo luogo incantato: Cà di leber (casetta dei libri nel dialetto bergamasco). Una fiabesca casetta di legno in un paesino di circa 700 abitanti chiamato Songavazzo (BG), inaugurata nel 2011. Incredibile, abito in provincia di Bergamo e non lo sapevo! Una bellissima iniziativa per niente pubblicizzata (si vede che non fa audience: di solito si pubblicizza solo la visita del rin-tronista o della velina o di Peppa Pig al centro commerciale...) È una piccola baita piena di libri, senza regolamento o orario d’apertura, quindi aperta giorno e notte, dove chiunque può entrare gratuitamente per leggersi un libro oppure può portarselo a casa e leggerlo con calma. Di notte bisogna portare una torcia perché la casetta non è fornita di elettricità. Sarebbe buona norma però lasciare a nostra volta un libro, per contribuire alla crescita dei volumi presenti. Nella zona esterna ci sono delle panchine, dove si può leggere in mezzo alla natura e dove si gode di una bellissima vista panoramica. E, strano ma vero, per il momento nessun atto di vandalismo.

Ho deciso di fare un po’ di ricerche su internet (a Sherlock Holmes gli faccio un baffo) e ho scoperto che, visto il successo di Songavazzo, sono state inaugurate il mese scorso altre 12 casette per lo scambio di libri nel territorio della Val Seriana. Anche stavolta però non ne sapevo nulla... E qui mi sorge spontanea la domanda: sono io che vivo in un’altra dimensione, completamente fuori dal mondo, ed è per questo che non sono aggiornata sulle novità, oppure iniziative di questo genere non sono pubblicizzate a sufficienza? È vero che ormai non guardo quasi più i telegiornali, ma solo cartoonito, rai gulp e rai yoyo... È vero che non faccio conversazione con i miei colleghi di lavoro (che sono i water e i bidet, la spiegazione in quest’altro POST), però parlo con le amiche e anche loro non lo sapevano. Solo il fatto che ci siano ancora delle persone che leggono libri dovrebbe già fare notizia! Il fatto poi che i libri non spariscano per essere rivenduti al libraccio ancora di più...

Spero a breve di visitare una di queste casette per dirvi qualcosa in più. Porterò con me l’altra colf anarchica e lasceremo in dono, tra gli altri, anche il nostro libro.

Comunicazione importante per i vandali: se proprio dovete rubare un libro, per favore rubate il nostro, fatelo per la nostra autostima...

Le case degli uomini



Come sono le case degli uomini che vivono soli? Di case di uomini ne ho viste un bel po’ e, senza voler generalizzare (per carità...), il 98% delle case che ho visto sono come le descriverò in seguito. L’altro 2% ha la casa diciamo decente (perché il 99% di quel 2% è gay).
Pensate a come vivevano i vostri mariti/compagni/fidanzati/amanti/fratelli quando erano maschietti singoli, e se sbaglio correggetemi.

Le case degli uomini che vivono soli sono quasi sempre bianche/nere/grigie/marrone/beige. Niente tendaggi alle finestre, al massimo qualche tendina a vetro, rigorosamente bianca senza disegni (o almeno bianco era il suo colore, prima di essere sommersa dalla polvere). Quelli che hanno i tendaggi è perché sono stati messi da mammà, oppure perché erano già nell’appartamento prima del loro trasferimento.

Un’altra caratteristica è la mancanza assoluta di soprammobili, tranne la sempre presente collezione di boccali di birra o i souvenir dei suoi viaggi (quelli con il nome della città), così da poter impressionare le ragazze che gli fanno visita, facendosi passare per uomo di mondo navigato (fa niente se souvenir di Roma, Firenze o Londra, ad esempio, non li troverete, mentre abbonderanno quelli dell’Oktoberfest, di Amsterdam e della Thailandia...). Mancano completamente quadri alle pareti, al massimo qualche stampa o poster, preferibilmente della squadra del cuore.

Gli uomini quasi sempre hanno la casa super tecnologica, con impianto stereo da far invidia alla stazione radio locale o alla discoteca più grande della città. E poi la PlayStation, quella non manca mai, e neanche i suoi 357 giochi...

Mancano però le stoviglie! Le pentole e i piatti sono tutti spaiati, perché alcuni sono stati portati da mammà (quelli del suo corredo di 40 anni prima), gli altri sono avanzi delle zie o delle cugine, oppure recuperati chissà dove. E così, spesso e volentieri, si ritrovano a bere l’acqua nella tazza della colazione o a mangiare direttamente dal pentolino. A proposito di pentolino, quando avanza del cibo, lo lasciano nella pentola e la pentola la mettono direttamente nel frigo... I Tupperware non sanno neanche che vuol dire... I pochi uomini che li hanno visti è perché hanno mammà o la fidanzata che porta loro da mangiare... Alcuni metteranno nel frigo il piatto che hanno usato per mangiare, con un altro piatto sopra (ecco uno dei motivi della mancanza di piatti, e così la volta successiva mangeranno dal pentolino, e i piatti dimenticati nel frigo si riempiranno di roba andata a male e così via... è una ruota che gira...). Infatti, riguardo all’igiene della cucina, non dovete mai guardare, e ripeto MAI, il frigorifero di un uomo che vive solo, a meno che non vi siate perdutamente innamorate di lui solo qualche istante prima. Solo con le farfalle nello stomaco appena spuntate eviterete di dare di stomaco: oggetti non identificati, ma tutti dello stesso colore (verde muffa), abiteranno i ripiani del frigorifero.  

Se nella casa maschia mancano tende, stoviglie e soprammobili, due cose non mancano mai, anzi abbondano:  i calzini sporchi sparsi ovunque e i peli. I peli si trovano ovunque: nel lavandino, appiccicati alle piastrelle, nel bidet, per terra e, orrore, si ritrovano in enormi quantità incollati alla saponetta che stavate usando per lavarvi le mani. Ma per quale motivo non comprano il sapone liquido??? Il box doccia è un mondo a parte. Per il fatto che si chiude e quindi non si vede cosa c’è dentro, lo puliscono molto più di rado del resto del bagno (e cioè mai...). Dentro troverete, quasi sempre, solo un flacone di shampoo-doccia (di balsamo manco a parlarne). In compenso troverete, indovinate un po’: peli!!! Quelli sì, sono onnipresenti...   
I tappetini per il bagno, se ci sono, hanno un colorito indefinito, e si lavano solo una volta l’anno, e cioè quando mammà viene a fargli visita (fargli visita significa pulire tutta la casa al povero figliolo che, poverino, lavora 8 ore al giorno. Quando il povero figliolo si sposerà con una donna, che lavorerà anche lei 8 ore al giorno, e poi avranno dei figli, e così la donna lavorerà 8 ore fuori casa e 16 dentro casa, state sicuri che mammà non verrà più a dare una mano a pulire...)     
Gli asciugamani avranno anche loro un colorito indefinito, e saranno talmente rigidi da sembrare inamidati... Tutti spaiati, ovviamente, perché anche loro sono stati regalati da mammà, dalla zietta oppure provengono dalla raccolta punti del supermercato, sempre fatta da mammà o dalla zietta... Se troverete due asciugamani (uno per il viso e l’altro per il deretano) siete fortunate.

Ma noi principesse come riusciamo a restare innamorate di questi australopitechi, anche dopo aver visto come vivono? 

WC nel mondo

Eh già, i bagni! Quanti ne ho visti nella mia carriera colfistica. Non si conosce mai una persona fino in fondo almeno fino a quando non si entra nel suo bagno e ogni bagno ha una sua storia da raccontare. Il bagno è il posto dove meditiamo, dove pensiamo alla giornata appena trascorsa, dove ci prepariamo per uscire, dove ci rilassiamo e dove possiamo tranquillamente essere noi stessi. Il bagno è il primo posto dove, normalmente, andiamo appena rientrati a casa e spesso lo facciamo prima ancora di salutare il marito o la moglie perché, ammettiamolo, quando scappa, scappa, e non si guarda in faccia a nessuno.

Degli incontri ravvicinati che ho avuto con i bagni durante la mia carriera potrei scrivere pagine e pagine, ma oggi mi dedicherò ad alcuni bagni che ho trovato su internet e che non ho ancora avuto la fortuna di vedere personalmente.

Il primo è quello per i più romantici: il bicesso, per tenersi per mano anche quando si fa plin plin. Cosa c’è di più romantico di guardare negli occhi il proprio partner che ci recita poemi d’amore, con il sottofondo musicale delle nostre o le sue attività intestinali?

Per le coppie innamorate un po’ più timide delle precedenti, questo bicesso consente di tenersi per mano ma senza rinunciare completamente alla privacy.  

Per le persone che si sentono superiori, le tipiche persone con la puzza sotto il naso (e in questo caso la puzza sotto il naso non è solo un modo di dire), questo fantastico bagno trono.

Questo qui sotto è un bagno di nicchia... solo per gli appassionati di Red Bull, perché senza ali non si può utilizzare.

L’ingegnero di famiglia vi creerà questo bagno, facendovi pagare una cifra ridotta per la sua creazione, ma non perché siete di famiglia, ma perché risparmierete sul materiale della porta.


Per le persone dotate di super poteri, in particolare elasticgirl e elasticman, questo sotto.

E per finire, la trilogia delle porte inutili, per le persone esibizioniste senza dare troppo nell’occhio.



Beh, tutto questo parlare di bagni mi ha fatto, ehm... come dire... uno strano effetto, quindi concludo qui, e di corsa...

Quel gran genio del mio ex-marito.

La mia piccola principessa è andata dal papà per le vacanze, un giorno fa.

Volo in aereo, da Italia a USA, con cambio in capitale europea, 14 ore di voli più transfers, da sola… 8 ANNI. Scende dall'aereo fresca, serena e tranquilla, tanto da andare a farsi una nuotata in piscina.

Che dire? Tosta e bella. Tutta sua mamma (la colf… ).

Il papà (il Genio… ) che fa?

Un giorno (numero 1) che la little Princess è lì e mi telefona terrorizzato perché le è venuta un po’ di pelle secca sugli avambracci.

“Cosa devo fare?”. Domanda il Genio.

Mah… rispondo io, considerato che siete in Afghanistan, nel mezzo del deserto, sotto il fuoco nemico, a piedi e senza telefono, direi che siete nella m….. Ah no, siete in USA, in una megacittà di svariati milioni di abitanti, con 3 auto+3moto+RV+4 telefoni fissi+ smartphone+ superstore+ farmacie+ Microsoft+space shuttle… direi che potresti tentare di comprarle una crema idratante.

“Oh, meno male, non sapevo proprio cosa fare. Grazie, grazie tante."

Prego.

Se necessario, lasciate solo commenti al veleno prussico, perché le mie risposte saranno all'acido muriatico.

Viva Mamma Pig!

Qualche giorno fa mentre cercavo su internet disegni da stampare per mia figlia, ho trovato per caso numerosi disegni dei Flintstones. Ve li ricordate? Ambientato nell’età della pietra, con le macchine a “piedali” (da piede e non da pedali), con gli animali preistorici al posto degli elettrodomestici e deliziosi dinosauri da compagnia (e lì di sicuro nessuno avrebbe avuto il coraggio di far incazzare un tirannosauro abbandonandolo in autostrada).

Mi sono venuti in mente tanti ricordi (non che sia nata nella preistoria!), però sono cresciuta guardando i Flintstones, mi piacevano tantissimo e nella classifica dei miei cartoni preferiti erano tra i primi. Il telefilm preferito era Vita da Strega. (E a noi che ce ne frega? starete pensando...). Arrivo al punto. Come mai mi piacevano tanto? Dopo una lunga riflessione ho capito (solo chi è mezza disoccupata come me, può sprecare tempo a riflettere su queste cose...). Ai miei occhi da bambina, li vedevo come “le famiglie perfette”. Wilma e Samantha erano dolci, premurose, gentili e perfette casalinghe (ok, Samantha si aiutava con i poteri magici... beata lei). La famiglia felice, con la mamma superprotettiva, preoccupata a mantenere l’armonia famigliare, a crescere bene i figli, pulire la casa e sistemare i numerosi impicci creati dai mariti. La giornata era sempre affrontata con il sorriso sulle labbra, i capelli in ordine e il pranzo pronto. Probabilmente la famiglia che tutti avrebbero voluto avere, per questo queste trasmissioni appassionavano così tanto. Avete notato il solito stereotipo anche se l’ambientazione era diversa? Moglie bella e più giovane, marito brutto e più vecchio, il marito imbranato e la suocera che puntualmente s’impicciava degli affari loro.

Con il tempo gli idoli cambiano e le famiglie da ammirare sono altre.
Sapete quali sono le mamme che ammiro adesso?
Missis Shrek, Fiona, ad esempio, è una tipa che mi piace parecchino.
Bruttarella lei, bruttarello lui, bruttarelli i marmocchi… almeno c’è un principio di equilibrio, era ora.
E poi Fiona fa le puzze nel letto, finora capacità innata solo negli uomini (che poi tentavano di nascondere aerando le lenzuola…). Grande Fiona!

E come dimenticarsi di Mamma Pig! Anche chi non ha figli sa a chi mi riferisco. Ormai tra gli scaffali dei supermercati si trova di tutto con la faccia di Peppa: magliette, mutande, cappellini, quaderni, lenzuola, fazzoletti, carta igienica... (non credo però che riuscirei a pulirmi il sedere con gli occhi di Peppa che mi guardano proprio lì...). Su Peppa Pig si è detto di tutto, l’hanno anche etichettata come “una famiglia basata sullo stereotipo patriarcale in cui lavorano gli uomini mentre le donne sono intente a fare le pulizie, o al massimo, lavorare da casa”. Chi ha scritto questo genere di articolo sicuramente non ha dovuto sorbire le 37.842 puntate che mia figlia mi ha costretto a guardare e soprattutto chi lavora da casa non è da considerarsi inferiore a chi lavora in ufficio (magari anche qui fosse data questa possibilità, aiuterebbe tante mamme che devono dividersi in tre tra lavoro, casa e bambini!) A mio parere, la famiglia di Peppa è una famiglia moderna, altro che patriarcale. Ma l’avete vista la puntata in cui lei, la mamma, sta al computer mentre LUI, IL PAPA’, PASSA L’ASPIRAPOLVERE E GIOCA CON I FIGLI?????? All’inizio pensavo di essere sotto l’effetto di allucinazioni. Questa puntata l’ho vista solo due volte pero’, mentre quella delle vacanze in Italia l’hanno ripetuta 256 volte…..uhm… tentativo di boicottaggio? Fa niente, tanto io le due puntate le ho registrate ahahahah!( e poi pensavo anche di metterle nel ns blog e diffonderle illegalmente come i virus che ogni tanto colpiscono i “target sensibili” tipo… non so… il parlamento, la Casa Bianca, l’ONU… ).

L’unica cosa però che è molto lontano dalla realtà è il fatto che Mamma Pig sia sempre tranquilla e paziente e dica le cose ai figli soltanto una volta per farsi ubbidire. Chi è mamma come me sa che questo è impossibile! Quando i fratellini litigano ad esempio, Mamma Pig con calma e col sorriso dice: “Bambini fate i bravi” e loro fanno pace. Mai una volta che avesse urlato: “Porca Peppa, smettila!” E quando si rotolano nel fango? Non ha mai sbraitato: “Brutti maiali che non siete altro!” Anche quando George piange e fa i capricci, è abbastanza una parolina della sua mamma che lui smette subito di piangere, mentre noi dobbiamo sbraitare migliaia di volte, diventando più isteriche dei nostri figli.
Vabbè, per le grandi rivoluzioni ci vuole sempre un po’ di tempo di assestamento, si sa. Però dai, far passare il Folletto a lui… è già qualcosa.

Eh già, pensandoci bene, questa maialina è stata creata per farci capire che le madri perfette, fortunatamente, non esistono.     

Sondaggio

Stamattina, dopo che ho stirato per tre ore, continuava a martellarmi in testa una domanda. Una domanda importantissima per non far incrinare l'asse terrestre. Conoscere la risposta a questa domanda è fondamentale per l'esistenza stessa del genere umano: 
La domanda è: i vestiti plissettati, chi li ha inventati???

1- uomo
2- chi non ha mai stirato (quindi uomo)
3- nudista/naturista (uomo esibizionista)
4- uomo dalla brutta piega (suggerito da Aquila Reale)

Rispondete per favore, così saprò chi maledire. La prima parte la so:
Uomo...

Aiuto, la padrona legge Donna Moderna!

Settimana scorsa “Donna Moderna” ci ha intervistato, dedicando anche un articolo al nostro libro. Grazie mille!

Oggi, come ogni lunedì mattina, mi sono recata dalla signora Viscardi e…  cosa trovo sul tavolino vicino all'attaccapanni dove appendo la giacca? La copia di Donna Moderna che parla di noi!!!

Aiuto! Avrà letto l’articolo? Avrà capito la Viscardi che dietro quel “AnarchiColf AnoniMa” mi nascondo io, con la mia complice e che un buon 10% del libro lo abbiamo “dedicato” a lei?

E perché mai dovrebbe averlo capito? Non sono mica l’unica A…….. che fa la colf in provincia di B…… che ha una carissima amica che si chiama A………, che fa la colf anche lei e che, come lei, aveva un buon impiego ma ha dovuto lasciarlo perché è una mamma single? O no?...

Certo, se, per curiosità, la Viscardi fosse andata su Amazon a leggersi qualche info su quel libro, allora avrebbe anche scoperto che la colf in questione parla inglese e l’altra parla da sola (o col gatto) … Ri-aiuto!

-Ciao A…….., come stai oggi? - Mi urla dalla taverna la Viscardi.

Cavolissimo, è a casa!... Perché? Non è MAI a casa. Qualcuno mi aiuti!

-Bbebene, e lei? – bofonchio io sudando freddo.

-Benissimo cara. Ora salgo a dirti un paio di cose-.

Cara? Ma quando mai mi ha chiamato cara? Oddio, ha capito tutto e adesso sale a dirmi che da me non se l’aspettava, che l’ho presa in giro in tutta Italia e che, giustamente, ora mi licenzia. HELP, I need somebody!

-Oggi resta solo due ore. E dai un po’ di becchime a Ursus. Ora esco. Ciao -.

-D’accordo signora – ribatto in apnea.

Perché solo due ore? Ma se neppure quattro le bastano a volte… Non c’è dubbio. Ha capito. E questo è un preavviso di licenziamento. E che faccio ora? Sono fregatissima e disoccupatissima. Lei poi aveva la casa vicina alla mia, che andavo a piedi a lavorare e pagava con un ritardo accettabile…cavolo sono proprio nella m….

-Tieni Ursus, tieni. L’ultimo becchime che ti darò in tutta la vita. Capisci amore? E’ il giorno dell’addio. Dolce, il mio bel canarino giallo, tenerone che mangi dalla mia mano e scagazzi sulla… pagina di Donna 
Moderna?? –

Cosa? La padrona ha usato la pagina che parla del ns libro per foderare la tua gabbietta? Gloria in excelsis Deo! E io che pensavo che lei avesse capito tutto e invece non aveva capito niente, come sempre… Grande Viscardi! Vieni Ursus, vieni qui, amore, tesoro bellissimo. Mangia quanto vuoi e soprattutto caga quanto vuoi, che se ricopri tutto l’articolo poi settimana prossima ci vediamo ancora.

Certo, pensandoci bene, non dovrei essere contenta che un uccello scarceri i suoi odorosi bisogni sul mio nome… Vabbè, ma chissene….. almeno non son più disoccupata. Dopotutto pecunia non olet.

Opinioni...

Care lettrici e lettori, qualche settimana fa è stata pubblicata una nostra lettera su oggi.it. La lettera è un facsimile del post: Lavorare o fare la mamma . In quella lettera spiegavamo che è impossibile per una mamma lavorare SE NON HA NESSUNO che si prenda cura dei figli durante il suo orario di lavoro (tata o nonni). Una mamma che lavora a tempo pieno, ad esempio, dalle 8:00 alle 17/18/19:00 come fa a portare il bambino a scuola alle 8.30? Come fa a ritirarlo da scuola alle 15:30? E una mamma che fa i turni e inizia alle 6:00 o finisce a mezzanotte o fa il turno notturno? Deve per forza fare affidamento sull'aiuto prezioso dei nonni del bambino oppure della tata. E se i nonni non ci sono più, abitano lontano, o non hanno la possibilità di aiutare? Per molte mamme è già un lusso potersi permettere di pagare una baby sitter un sabato al mese, per andare un paio d’ore al cinema e finalmente vedersi qualcosa che non assomigli neanche lontanamente a Peppa Pig, oppure andare a cena con amici (possibilmente senza figli, altrimenti si finisce sempre per parlare di pappe e pannolini), figuriamoci pagare una baby sitter che porti il bimbo a scuola, lo vada a riprendere, lo aiuti con i compiti, gli faccia fare attività extra scolastiche, prepari la merenda e a volte anche la cena... Alcune volte ci si può gestire con il marito (così almeno fa qualcosa anche lui), ma se una mamma è single? Se non ci sono nonni a disposizione e non si può pagare una tata? Come si fa? Il lavoro part time è un'assoluta rarità (per non dire inesistente) e l’alternativa al part time è fare la colf...

A questa lettera ha risposto una signora che ha scritto che se una mamma VUOLE può BENISSIMO conciliare tutte e due le cose, e cioè lavorare e fare la mamma, perché esistono anche mamme che sono medici, avvocati, ingegneri, insegnanti.

Ora, a parte il fatto che sappiamo tutti che esistono donne medico, avvocato, astronauta o addestratrici di pulci, e quasi sempre lavorano anche meglio di un uomo... ma il punto è: se ho un bambino a casa, DOVE LO METTO MENTRE LAVORO? Se non ho i genitori o suoceri che mi aiutano, come faccio? Sicuramente le mamme medico o avvocato alle quali si riferisce la signora possono permettersi di pagare una tata a tempo pieno (dottoresse e avvocatesse che ci leggete, la nostra è tutta invidia J), ma la maggior parte delle donne no. E la maggior parte delle donne sono almeno il 90% delle donne italiane. E se dobbiamo lavorare a tempo pieno per € 1000 e dare € 600 alla tata, preferiamo fare le colf, perché i soldi che alla fine ci rimangono in tasca sono gli stessi, ma almeno cresciamo noi  i nostri figli.
Piuttosto crediamo che molte mamme VORREBBERO BENISSIMO lavorare a tempo pieno, magari in un ufficio, con aria climatizzata, macchinetta del caffè, con le mani curate e con la scrivania di fronte a quella del collega Brad Pitt, piuttosto che lavorare un terzo delle ore, facendo il triplo della fatica, per un quinto dello stipendio...

Voi che ne pensate?
Se volete leggere l’articolo e relativi commenti su Oggi.it cliccate QUI.




I colleghi di lavoro

La stragrande maggioranza dei lavori offre dei contatti con i colleghi; pochi o tanti che siano, simpatici o rompimarons, cessi o fighi, comunque un collega non lo si nega mai a nessuno.
Tranne alle colf.
Le colf lavorano chiuse in case altrui, da sole, sempre, tutto il giorno, tutti i giorni. Nessuno vuole due colf che lavorino due ore ciascuna ma insieme (noi ci abbiamo provato, tanto per far due parole ogni 74 minuti), noooooooo; vogliono una colf sola che lavori quattro ore.

I colleghi delle colf sono i water e i bidet.
Io li adoro.
Anche gli elettrodomestici non sono male.
Mercoledì scorso, appena entrata nella cucina dei signori Troti, ho trovato subito il piano cottura ad accogliermi:
-Ciao caro, come stai stamattina?
-Finalmente sei arrivata! Toglimi subito questi puzzolenti gusci, sono quattro giorni che mi tanfano addosso! (I sabati sera d’estate i Troti si strasminchiano d’impepata di cozze).
-Ti lamenti per un nonnulla, cosa dovrei dire io allora? Ha ribattuto pronta la cappa. -Ieri sera son stata due ore a sudare e piangere (zuppa di cipolle in agrodolce).
- Su, da bravi. Guardate mammina… Smac brillacciaio per te e filtro nuovo a te. Contenti ora?

Quando invece vado dal dott. Bauh, i lunedì, è il bidet il primo a venirmi incontro:
-A’ principe, un altro tranquillo weekend di paura? (Bauh è il veterinario del paese, un manzo notevole a quanto attestano le sciure, che gli portano a visitare anche le zanzare).
-Non ti dico questa dove aveva un tatuaggio… e aveva pure la testa tutta rasata come una skinhead, poi!
Ma solo la testa però, penso mentre faccio scorrere l’acqua e i residui…

Ma il mio preferito è il water del signor Falquini. Lui mi dà sempre grosse soddisfazioni.
Appena giro l’angolo del corridoio notte, subito lo vedo, lì, col suo bel coperchio sollevato:
-Uelà, com’è andata stanotte?
-Non dire niente, guarda… uffffffff, grrrrrrr, ummmmm (il signor Falquini s’è fissato di voler perdere 30 chili in 2 mesi, quindi utilizza tutte le novità più evacquativamente avanzate per agevolare lo scopo...) ma si può passare tutta la notte a guardare un culone peloso? Io non ce la faccio più!
-Vabbè tesoro, t’ho capito. Trielina e acido muriatico anche oggi.

Son soddisfazioni, però.

Aggiornamento files...

Siete anche voi stufe di sentire i nomi delle professioni da sempre E ANCORA al maschile? Sì?
Il notaio diventa: la donna notaio
Il giudice diventa: la donna giudice
Il minatore diventa: la donna minatore
Il maresciallo diventa: la donna maresciallo

Ma la donna de che? Ma è mai possibile che ANCORA non si sia trovato un nome femminile serio?
E cosa dire quando li “femminilizzano”?
Il dottore diventa: la dottoressa
Il poeta diventa: la poetessa

Noi proponiamo di fare il contrario, tanto per provare l’ebbrezza della novità: le professioni le chiamiamo al femminile, poi se proprio proprio proprio le vogliono fare anche sti’ rompi di uomini, le mascolinizziamo.
La dottoressa diventa: il dottoresso o l'uomo dottoressa
L’avvocatessa diventa: l’avvocatesso o l'uomo avvocatessa
La scrittrice diventa: lo scrittricio o l'uomo scrittrice
La poetessa diventa: il poetesso o l'uomo poetessa
La presidentessa diventa: il presidentesso o l'uomo presidentessa
La studentessa diventa: lo studentesso o l'uomo studentessa
La colf diventa: il marito (qui dubito che ci saranno forti richieste)
La ladra diventa: il politico (qui invece siamo già a buon punto).

Lo sappiamo, lo sappiamo che le difficoltà vere sono altre e che non basta cambiare un nome per cambiare una mentalità…però noi ci ricordiamo di un ragazzo che mettendosi davanti ad una fila di carri armati, li ha fermati tutti. Da qualche parte bisogna iniziare.

Si fa presto a dire dieta...

Care amiche e cari amici, state impazzendo alla ricerca di una dieta su misura per la prova costume, ma non riuscite a trovarla da nessuna parte perché nessun quotidiano, settimanale, quindicinale, mensile, bimestrale, trimestrale, semestrale, annuale e decennale ne parla? Niente panico! Ci siamo noi a colmare questo vuoto insopportabile. Con ben 2 diete! La dieta n#1 è semplicemente copiata dalle riviste dell’anno scorso. La dieta n.2 è la nostra, offerta a voi in anteprima mondiale. Eccole:

DIETA # 1
Questa dieta è particolarmente indicata a chi al lavoro è costretta/o a passare molte ore seduta/o, creando pericolosissimi ristagni linfatici. Esempio: Presidentessa/esso dell’ONU.

- BREAKFAST: 2 gocce di yoghurt magro 0.1% spalmate sul piatto della Barbie Beach (per permettere ai neuroni di entrare già nell’atmosfera).
- SNACK 11 A.M.: 4 chicchi di miglio fresco (preferibilmente rubati a Titti. I sensi di colpa vi aiuteranno a starne lontani).
- LUNCH: 3 fogliolone di timo non tagliate, condite con salsa all’acqua rosa. Filetto di 1 moscerino scandinavo al forno spento. Contorno di 1 julienne tagliata da carote (le altre buttatele subito, per evitare catastrofiche tentazioni). Acqua di Lourdes a volontà.
- SNACK 17 P.M.: 1 ora di step (per risvegliare il sistema arterioso sinistro).
- DINNER: 4 fagiolini cotti al vapore, disposti a forma di pesce (per ingannare il vostro occhio, particolarmente stupido). 3 fagioli borlotti in salsa aria (per fare il pieno di proteine vegetali). Contorno di odori misti a piacere, secondo il vostro olfatto. 150 ml di tisana di erbaccium infestantum vulgaris del Tibet orientale (per facilitare l’ossigenazione dei capillari delle orecchie).

DIETA N.2
Questa dieta è particolarmente indicata a chi al lavoro vorrebbe passare molte ore seduta/o, ma non riesce a star fermo nemmeno un nanosecondo. Esempio: colf, operaie/i alla catena di montaggio, raccoglitrici/tori di frutta-verdura, mamme…

- COLAZIONE: 2 tazze dei punti Mulino Bianco dell’81 con caffè e ½ litro di latte intero e panna, in cui affondarci tutto il filare dei cannoli Esselunga, al cioccolato (per permettere ai neuroni di entrare già nell’atmosfera).
- META’ MATTINA: 4 ciambelle(mini) alla crema (preferibilmente rubate al caporeparto. I sensi di colpa non vi sfioreranno nemmeno), da accompagnare al caffè marocchino triplo.
- PRANZO: 3 peperoni ripieni ai 46 formaggi. Costata di tirannosauro in salmì. Contorno di patatine fritte con buccia (per non buttare via niente, che è peccato). Coca-cola a non finire. Doppio caffè ristretto e ammazzacaffè allargato.
- MERENDINA: 1 piadina alla Nutella con decori di panna, ricoperta di cioccolato fuso, da tuffarsi nel caffè americano tazza grande (per risvegliare il sistema di scarico sinistro e destro)
- CENA: 4 trote salmonate adulte, disposte a forma di balena (per ingannare chiunque vi pare, particolarmente stupido). 3 scatole di fagioli borlotti in salsa aria (serve aggiungere altro?). Contorno di verdure fritte in doppio strato di pastella. 150 ml di Aulin normalis (per facilitare l’ossigenazione dei capillari addetti alla rimozione mnemonica).
Buon appetito.

Marito in affitto VS Moglie in affitto

Rubinetto che perde? Tapparella rotta? Lampadario che penzola? Pareti del soggiorno talmente sporche da sembrare una cartina geografica? Niente panico. Se non volete pagare un idraulico, un falegname, un elettricista e un imbianchino, potete sempre fare affidamento su vostro marito! Ahahah scusate era una battuta, l’avevate già capito, vero? 
Se vostro marito è andato in letargo, oppure nonvedenonsentenonparla, o è impegnatissimo a guardare la partita, il pre partita, il post partita, la pubblicità durante la partita, le gare di lumache e l’erba che cresce... potete fare affidamento su un professionista che farà tutte queste cose: IL MARITO IN AFFITTO. Il marito in affitto esiste già da qualche anno e in Italia (vista la crisi, anche economica…), sta prendendo sempre più piede. Tanti uomini che se la cavano con il fai da te, facendosi pagare a ore, fanno tutti quei lavoretti che dovrebbero fare i mariti ma che, negli ultimi 20/1500 anni, NON FANNO più. Le signore ne sono entusiaste, ma stramoltissimo di più lo sono i loro mariti.                        

Anche LA MOGLIE IN AFFITTO esiste già da qualche anno (e con successo) in alcuni paesi, tra cui l’America. La moglie in affitto non fà le pulizie, ma si occupa di tutte quelle faccende che, negli ultimi 20/1500 anni, FANNO tutte le mogli (oltre alle pulizie): sistema gli armadi, organizza le feste, compra i regali, sceglie la biancheria da bagno abbinata alle piastrelle, porta i bimbi a fare sport, organizza la libreria, porta a spasso il cane. I signori dovrebbero esserne entusiasti, ma stramoltissimoooooo di più lo sarebbero le loro mogli…

Prima di diventare AnarchiColf AnoniMa siamo state Mogli in Affitto (eh sì, siamo piene di inventiva!).  O meglio, ci abbiamo provato. Abbiamo stampato 2000 volantini che spiegavano i nostri servizi e siamo state contattate da 129 persone: 12 erano donne che ci chiedevano se avevamo lavoro per loro! Gli altri 117 erano uomini. Uomini che cercavano una moglie a tutti gli effetti, cioè una che dopo aver: fatto le pulizie, sistemato gli armadi, organizzato le feste, comprato i regali, scelto la biancheria da bagno abbinata alle piastrelle, portato i bimbi a fare sport, organizzato la libreria e portato a spasso il cane, si infilava le calze a rete della Coop e si immolava sul talamo nuziale felice, sorridente e profumata come i fior di pesco. 

Mah… che dite? Inventiamo il cervello in affitto?


Lavorare o fare la mamma?

È veramente difficile fare la mamma e lavorare in questo paese. Le mamme che non possono permettersi di pagare una baby sitter o che non hanno l’aiuto dei nonni sono COSTRETTE a lasciare il lavoro. Il lavoro part time è un miraggio e gli orari delle scuole sono incompatibili con quelli di una mamma che lavora a tempo pieno. Come fa una mamma che lavora a tempo pieno ad andare a prendere il figlio che esce da scuola alle 15.30? Alcune volte anche alle 12.30. Come fa una mamma, soprattutto se è single, a fare i turni, iniziare a lavorare alle sei del mattino, finire di lavorare alla sera tardi, lavorare di notte? I bambini con chi stanno??? Una mamma non può farlo. L’Italia è un paese dove i bambini sono cresciuti dai nonni, ma per chi ha la fortuna di averli. Ci pensano loro a prenderli a scuola, a portarli a fare sport, ad aiutarli con i compiti. Una mamma che non ha i genitori che vivono vicino, oppure che sono anziani, come fa a gestire gli impegni dei figli? Alla fine è COSTRETTA dallo stato a lasciare il lavoro. Non ci sono agevolazioni o aiuti per noi mamme. Lo stato dovrebbe incentivare le aziende ad assumere part time. Invece succede l’incontrario... Lo stato dovrebbe anche creare delle strutture in grado di accogliere i bambini ma che non costino un’enormità (gli asili nido della mia città costano circa 700€ al mese). La donna è costretta a scegliere se fare la mamma o se lavorare. E una mamma single? Come fa a non lavorare? Io sono mamma, sono single. Faccio la colf. L’unico lavoro che mi permette di conciliare gli orari con quelli di mia figlia. Faccio la colf, anche se sono in grado di fare di meglio. Ma non ho l’aiuto di nessuno, lo stato in primis. Questo è il ritratto del nostro paese: un paese di vecchi, dove non si fanno più figli, un paese sempre più povero, e un paese dove i lavori umili non sono più fatti da extracomunitari, ma da italiani e italiane, diplomati e laureati. Viva l’Italia. 

Il difficile compito di centrare il bersaglio...

Perché gli uomini fanno la pipì fuori dal water? Possibile che non riescano a fare plin plin senza sporcare water/piastrelle/pavimento/ mutande/ pantaloni/ piedi? 
L’unica spiegazione che mi viene in mente è che gli uomini hanno ancora l’istinto primitivo da uomo delle caverne, e devono marcare il territorio, come gli animali, facendo pipì su tutto quello che hanno intorno (quindi attenzione a non avvicinarsi ad un uomo che fa pipì).
Loro si giustificano dicendo che è impossibile capire in anticipo la direzione della pisciata e quindi controllare lo spruzzo. Ad ogni modo, se non sono in grado di mirare e colpire il bersaglio, dovrebbero, quantomeno, imparare a pulire con la carta igienica, strofinaccio o bidone aspira liquidi, a seconda della necessità…
Consiglio: pisciate seduti!




Fare la colf...

In cosa consisterà mai il lavoro di colf? Mah... se pensate sia fare le pulizie e riassettare la casa, ordinare (per quanto possibile) la dimora dei padroni sistemando abiti e suppellettili, stirare all’occorrenza, e magari, secondo necessità, preparare un piatto di pasta o la merenda se ci sono bimbi affamati in circolo, beh.....allora vi sbagliate, ma alla stragrandissima. 
Nella mia carriera di colf ho imparato che questo è senz’altro un lavoro misteriosissimo, articolatissimo e anche fantasioso/favolistico.
Almeno stando alla confusione mentale che impregna i neuroni dei padroni. Quasi tutti i padroni vogliono una colf che pulisca alla velocità di Wonder Woman, con la forza dell’incredibile Hulk, ma al costo di Cenerentola.
La fantacolf.
Poi ci sono i Superpadroni. Loro sono l’elite, i prescelti, le menti superiori (a quelle delle cimici). Quelli che neppure la fantacolf gli basta, ma cercano un’entità artificiale, certamente extraterrestre, con proprietà extrasensoriali tipo i grifoni di Narnia: la colf multi-multitasking. Questi padroni sono la prova provata che gli OGM fanno male.
Seguite questo blog e ne scoprirete delle belle...